Nel lavoro quotidiano di architetti, interior designer e lighting designer esiste un passaggio tanto frequente quanto inefficiente: il progetto d’interni viene sviluppato con arredi, materiali e viste realistiche, poi il tecnico della luce ricostruisce quasi tutto in un secondo software per poter eseguire le verifiche illuminotecniche.
Il problema non è soltanto il tempo perso. Ogni ricostruzione introduce il rischio di cambiare una quota, eliminare un arredo, semplificare una parete o interpretare diversamente l’organizzazione dello spazio. Il modello visivo e il modello di calcolo finiscono così per raccontare due ambienti simili, ma non identici.
pCon.planner può diventare un ponte tra queste due fasi. Non perché sostituisca un software specialistico di calcolo, ma perché consente di preparare meglio il passaggio verso Relux, trasferendo la struttura spaziale che dà senso al progetto della luce.
Perché pCon.planner interessa anche al lighting designer
pCon.planner nasce come applicazione CAD orientata alla progettazione d’interni. Permette di costruire ambienti, utilizzare elementi architettonici, applicare materiali, inserire prodotti configurabili e creare documentazione e visualizzazioni. La sua forza è la vicinanza tra spazio, prodotto e presentazione: il progetto non è composto soltanto da solidi generici, ma da oggetti collocati nelle configurazioni che il cliente potrà realmente scegliere.
Dal punto di vista illuminotecnico, questo modello contiene informazioni preziose:
- la posizione reale delle postazioni di lavoro;
- l’altezza di scrivanie, tavoli e scaffalature;
- la presenza di armadi, quinte e pannelli fonoassorbenti;
- le direzioni prevalenti di osservazione;
- la geometria di controsoffitti e partizioni;
- materiali e colori che influenzano l’aspetto dello spazio;
- la relazione tra apparecchi, arredi e architettura.
Questi elementi non sono semplici decorazioni. Possono determinare dove collocare le superfici di calcolo, quali ostacoli considerare, da quali direzioni valutare il comfort visivo e come interpretare i risultati.
Che cosa offre oggi pCon.planner 8.15
Alla data del 15 agosto 2026, il Download Center ufficiale indica come versione disponibile pCon.planner 8.15 Update 1, pubblicata il 14 luglio 2026 per le edizioni STD, ME e PRO.
Il programma supporta diverse tipologie di luce e consente di utilizzare sorgenti fotometriche. La guida ufficiale specifica che è possibile importare file EULUMDAT e alcuni file IES, visualizzando la distribuzione direzionale della luce nei rendering e nella modalità realistica. Le sorgenti possono essere orientate e configurate attraverso parametri come temperatura di colore, intensità, dimensione e gestione delle ombre.
La versione 8.15 ha inoltre introdotto un sistema di rendering AI integrato. Collegando il software a OpenRouter, l’utente può migliorare immagini, modificare atmosfera, materiali e illuminazione, generare alternative e creare presentazioni fotorealistiche senza uscire dall’ambiente di lavoro.
Proprio questa potenza visiva rende necessaria una distinzione molto netta: rappresentare la distribuzione della luce non equivale a verificarne quantitativamente le prestazioni.
Il file fotometrico non trasforma automaticamente un render in un calcolo
Un file LDT o IES descrive la distribuzione dell’intensità luminosa di una sorgente o di un apparecchio. Utilizzarlo in una scena migliora la coerenza direzionale della luce rispetto a un punto luce puramente grafico. Tuttavia, la presenza del file fotometrico non garantisce da sola che il progetto sia stato verificato secondo una norma o che siano stati controllati tutti i parametri necessari.
Per una verifica professionale occorre definire, tra l’altro:
- superfici e griglie di valutazione associate alle attività reali;
- illuminamento medio, minimo e uniformità;
- condizioni di abbagliamento e direzioni di osservazione;
- fattore di manutenzione;
- riflettanze e trasmittanze coerenti;
- scene di regolazione e condizioni operative;
- requisiti normativi applicabili allo specifico ambiente;
- un report che renda verificabili dati, ipotesi e risultati.
Un’immagine realistica risponde alla domanda “quale atmosfera comunicherà questo spazio?”. Una verifica illuminotecnica risponde invece a “quali prestazioni produce la soluzione nelle condizioni dichiarate?”. Entrambe sono utili, ma non sono intercambiabili.
Il collegamento meno conosciuto: l’esportazione verso Relux
La documentazione ufficiale dei formati supportati indica che pCon.planner PRO può esportare scenari luminosi nel formato .recadz destinato a Relux. L’esportazione viene eseguita dopo aver selezionato uno o più ambienti e comprende geometrie e alcune informazioni sui materiali.
Questa precisazione è importante per due motivi. Il primo è che l’esportazione verso Relux risulta associata all’edizione PRO. Il secondo è che la documentazione ufficiale garantisce il trasferimento delle geometrie e soltanto di alcune informazioni sui materiali: non dichiara la conservazione integrale di sorgenti, parametri fotometrici, configurazioni o proprietà ottiche. Dopo l’importazione è quindi necessario verificare ogni dato rilevante nel modello di calcolo.
Il valore del formato non consiste quindi nel consegnare un progetto già calcolato, ma nel ridurre la duplicazione della modellazione e conservare meglio l’organizzazione dello spazio.
Workflow pCon.planner–Relux in otto passaggi
1. Ripulire il modello d’interni
Prima dell’esportazione, eliminare oggetti provvisori, copie sovrapposte, elementi fuori scena e dettagli geometrici inutilmente complessi. Un modello pensato per la presentazione può contenere decorazioni che aumentano il peso del file senza migliorare il calcolo.
2. Conservare gli ostacoli illuminotecnicamente rilevanti
Non semplificare invece scaffalature alte, quinte, armadi, travi, partizioni e arredi che possono intercettare la luce o modificare le direzioni di osservazione. La semplificazione deve essere selettiva, non indiscriminata.
3. Controllare unità, quote e chiusura dei locali
Verificare dimensioni principali, altezza dei locali, spessori, aperture e corretta definizione degli ambienti. È più efficiente correggere la geometria nel modello sorgente che scoprire l’errore dopo aver impostato superfici e scenari di calcolo.
4. Selezionare gli ambienti da trasferire
L’esportazione .recadz può riguardare uno o più locali. Conviene trasferire soltanto la porzione necessaria alla verifica, soprattutto nei progetti molto estesi. In questo modo il modello rimane più leggero e il controllo delle informazioni importate è più semplice.
5. Verificare il modello importato in Relux
Dopo l’apertura, confrontare alcune misure campione con pCon.planner e controllare orientamento, superfici, aperture e ostacoli. Nessun flusso di interoperabilità deve essere considerato affidabile soltanto perché l’importazione si è conclusa senza errori.
6. Ricostruire le proprietà fotometriche
Esaminare materiali e riflettanze nel modello Relux. Un materiale graficamente corretto può non avere i valori ottici appropriati per il calcolo. Le ipotesi su soffitto, pareti, pavimento, vetri e arredi devono essere coerenti e documentate.
7. Inserire e verificare gli apparecchi reali
Controllare che ogni apparecchio corrisponda alla configurazione prevista: codice, flusso, potenza, fotometria, orientamento, temperatura di colore e fattore di manutenzione. La sorgente usata per il render preliminare può essere sostituita con il dato fotometrico definitivo del produttore.
8. Definire superfici, requisiti e report
Le superfici di valutazione devono seguire le attività effettive: scrivanie, tavoli di riunione, aree di passaggio, verticali di scaffali o volti, zone di presentazione. Solo a questo punto si esegue il calcolo e si costruisce un report capace di documentare criteri, condizioni e risultati.
Esempio: un ufficio contract con partizioni e postazioni variabili
Consideriamo un ufficio progettato in pCon.planner con scrivanie configurabili, pannelli acustici, armadi alti, un’area riunioni e una zona informale. Nel render, una distribuzione regolare di apparecchi può apparire equilibrata. Ma il modello d’interni rivela problemi che una stanza vuota non mostrerebbe.
Le partizioni modificano le visuali e possono generare zone meno illuminate. Gli armadi intercettano parte del flusso. I monitor definiscono precise direzioni di osservazione. Il tavolo riunioni richiede una superficie di valutazione diversa dalle aree di circolazione. Le configurazioni alternative degli arredi possono persino suggerire scene luminose diverse.
Trasferire la geometria già organizzata verso Relux permette al lighting designer di iniziare da queste condizioni reali, anziché calcolare un contenitore astratto e aggiungere gli arredi soltanto alla fine.
Rendering AI: utile per decidere, pericoloso se usato come prova
Il rendering AI di pCon.planner 8.15 può modificare atmosfera, illuminazione, colori, materiali e dettagli della scena. È molto efficace per esplorare rapidamente alternative e aiutare il cliente a comprendere un’idea. Ma proprio perché può reinterpretare visivamente la luce, l’immagine ottenuta non deve essere letta come una previsione quantitativa.
Se l’AI rende una parete più luminosa, ammorbidisce un’ombra o accentua un fascio, sta migliorando la comunicazione dell’immagine, non aggiornando automaticamente il calcolo illuminotecnico. Per evitare equivoci, una presentazione professionale dovrebbe distinguere chiaramente:
- immagini concettuali generate o migliorate tramite AI;
- render prodotti direttamente dal modello;
- falsi colori e visualizzazioni tecniche;
- tabelle e risultati numerici del calcolo.
.recadz o IFC: quale strada scegliere?
pCon.planner supporta anche il formato IFC: la guida indica l’importazione delle versioni IFC2, IFC3 e IFC4 e, nell’edizione PRO, l’esportazione IFC4. La stessa documentazione segnala però che i materiali non sono supportati nel flusso IFC descritto.
La scelta può essere sintetizzata così:
- .recadz: flusso mirato verso Relux, indicato quando il modello nasce in pCon.planner PRO e l’obiettivo successivo è il calcolo illuminotecnico;
- IFC: scambio BIM aperto, utile quando il modello deve circolare tra più piattaforme, ma richiede un controllo ancora più rigoroso delle informazioni trasferite;
- DWG o altri formati geometrici: soluzione di base quando serve soprattutto una traccia spaziale, accettando una maggiore ricostruzione nel software di calcolo.
Il formato migliore non è quello che trasferisce più oggetti, ma quello che conserva le informazioni realmente necessarie con il minor numero di interpretazioni manuali.
Checklist prima della consegna
- Il modello Relux coincide dimensionalmente con quello pCon?
- Gli arredi che influenzano la luce sono presenti?
- Le riflettanze sono state verificate dopo l’importazione?
- Gli apparecchi usano i file fotometrici definitivi?
- Le superfici di valutazione seguono le attività e gli arredi reali?
- Il fattore di manutenzione è dichiarato?
- Render AI, immagini tecniche e risultati numerici sono chiaramente distinti?
- Versioni dei software e formati di scambio sono riportati nella documentazione?
Dal modello bello al modello utile
La qualità di un progetto integrato non dipende dalla quantità di software utilizzati, ma dalla continuità delle informazioni. pCon.planner può descrivere lo spazio, gli arredi e le configurazioni con una ricchezza che interessa direttamente il lighting designer. Relux può trasformare quelle condizioni in un modello di verifica strutturato.
Il passaggio efficace non consiste nel far fare a un programma il lavoro dell’altro. Consiste nell’usare ciascuno nel punto in cui è più forte: pCon.planner per costruire e comunicare il progetto d’interni; Relux per controllare e documentare le prestazioni della luce.
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Fonti ufficiali consultate il 15 agosto 2026: pCon Download Center; sorgenti fotometriche in pCon.planner; formati supportati ed esportazione Relux; rendering AI in pCon.planner 8.15.
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Per completare il workflow, leggi l’approfondimento su ReluxDesktop e conversione dal PDF al modello 3D e i controlli sui modelli IFC prima del calcolo. Il Corso Pro di Lighting Design affronta le scelte tecniche e la presentazione del progetto illuminotecnico.


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